Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti
e Conservatori della Provincia di Venezia

Atti di indirizzo FOAV (opere di urbanistica)

ONORARI RELATIVI AD OPERE DI URBANISTICA
RIVALUTAZIONE ISTAT DEGLI ONORARI - Rivalutazione percentuale corrispettivi spettanti ai professionisti per prestazioni in materia urbanistica, come stabilito dalla circolare del Ministero LL.PP. dell' l.12.1969 n. 6679
ATTO DI INDIRIZZO N. 1, Vicenza, 07 ottobre 1983

PIANI DI LOTTIZZAZIONE INDUSTRIALE - P.I.P.
ATTO DI INDIRIZZO N. 2, Belluno, 19 ottobre 1984

PIANI DI RECUPERO AI SENSI DELLA L. 457/78
ATTO DI INDIRIZZO N. 3, Belluno, 19 ottobre 1984

ONORARI RELATIVI AI PIANI COMMERCIALE E P.P.A.
ATTO DI INDIRIZZO N. 4, Belluno, 19 ottobre 1984

PIANI ATTUATIVI: PARZIALIZZAZIONI PRESTAZIONI - Parzializzazione delle prestazioni urbanistiche di cui all'art.8 della C.M. LL.PP. 1.12.69 n. 6679
ATTO DI INDIRIZZO N. 5, Belluno, 07 luglio 2000

P.R.G.: INDAGINI E SCHEDATURE (L.R.80/80 - 61/85 - 9/86) ATTO DI INDIRIZZO N. 6, Treviso, 25.01.1985, Venezia, 20.07.1985, Padova, 01.12.1995

REGOLAMENTI EDILIZI - Onorari relativi alla stesura di regolamenti edilizi
ATTO DI INDIRIZZO N. 7, Treviso, 25 gennaio 1985

DIRETTIVA TARIFFARIA PER I PIANI URBANI DEL TRAFFICO
ATTO DI INDIRIZZO N. 8, Padova, 15 dicembre 2000

PIANO COLORE
ATTO DI INDIRIZZO N. 9. Padova, 15 dicembre 2000

GRIGLIA DI RIFERIMENTO PER UNA PROPOSTA METODOLOGICA PER LA FORMAZIONE DI UN PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO. L. 447 DEL 26/10/95 E L.R. 21 DEL 10/05/99
ATTO DI INDIRIZZO N. 10, Vicenza, 22 marzo 2002

PIANO DI ASSETTO TERRITORIALE: P. A .T. VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA: V.A.S.
Legge Regionale 13 Aprile 2004 n. 11 "Norme per il governo del territorio"
ATTO DI INDIRIZZO N. 11, Vicenza, 13 giugno 2005

SCHEMA TIPO DI CONVENZIONE DI INCARICO PER LA REDAZIONE DEL 1° PIANO DEGLI INTERVENTI
ATTO DI INDIRIZZO N. 12 Padova, 06 giugno 2006 - Vicenza, 14 Novembre 2008

PRESTAZIONE PER "PRONTUARIO PER LA MITIGAZIONE AMBIENTALE" NELLA REDAZIONE DEI P.U.A.
ATTO DI INDIRIZZO N. 13 Venezia, 16 dicembre 2010


Nuova tariffa professionale per i lavori pubblici

Aggiornamento degli onorari spettanti agli ingegneri ed agli architetti.
Decreto Min. Giustizia 4 aprile 2001 (G.U. 26.4.2001, n. 96) (In vigore dal 27 aprile2001).

Scarica qui la tariffa (571 kb)

Scarica qui spiegazioni ed esempi (253 kb)

Scarica qui il foglio di calcolo per la determinazione degli importi intermedi di tabella "A"

Visualizza qui la nota del CNA

Commento:

In riferimento alla nota prot. n. 3/440/03/u del 16 gennaio 2003 lette le determinazioni dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici n. 27 del 16 ottobre 2002 e 30 del 13 novembre 2002 si osserva quanta segue.
La modifica apportata all'art. 17 legge 14 febbraio 1994, n. 104, con l'art 7 legge 1° agosto 2002, n. 166, ha comportato, tra l'altro, l'inserimento nell'art. 17 citato del comma 12ter, il quale prevede che fino all'emanazione del decreto di determinazione delle tabelle dei corrispettivi, continua ad applicarsi quanto previsto nel decreto Ministro della giustizia del 4 aprile 2001.
La disposizione di legge in esame è intervenuta dopo che il citato decreto 4 aprile 2001 era stato annullato dal TAR Lazio, con sentenza 23 luglio 2002. n. 6552, e dunque si è posto il problema interpretativo di stabilirsi quale valore possa essere attribuito al rinvio ivi contenuto. Con nota prot. 5982/EUL in data 27 settembre 2002 (prot. 5982/EUL), inviata al Sottosegretario di Stato che legge per conoscenza, quest'Ufficio ha ritenuto che la legge n. 166/2002 ha richiamato Ia previsione tariffaria indicata nel decreto ministeriale annullato, così sostituendo la fonte normativa primaria a quella regolamentare secondaria, con riferimento al solo aspetto contenutistico dell'atto annullato. L' Autorità per Ia vigilanza sul lavori pubblici ha ritenuto di accedere a diversa interpretazione sul rilievo della inconfigurabilità di una "legificazione"
per rinvio di un provvedimento annullato, per giunta prima ancora dell'entrata in vigore della legge che opera il rinvio , argomentando anche della perdurante vigenza del comma 14ter del medesimo art. 17 L. 104/1994, nel quale è previsto che fino all'emanazione del decreto di determinazione dei corrispettivi, continuano a trovare applicazione le tariffe professionali.
Ora, indubitabilmente Ia singolarità della tecnica legislative adottata può lasciare perplessi, tanto più in considerazione della circostanza che Ia "reviviscenza" del contenuto del D.M. 4 aprite 2001 dovrebbe avere efficacia ex nunc, cosicché il periodo intercorso tra la pronuncia di annullamento del decreto ad opera della sentenza del Tar Lazio e l'entrata in vigore delta legge 166/2002 rimarrebbe fuori della applicazione dei corrispettivi previsti nel decreto annullato, Ciò posto, rimane il dato di fondo che in applicazione dei criteri di ermeneutica occorre fornire una interpretazione dell'art. 12 ter che attribuisca un senso alla citata norma, non potendo la scelta dell'interprete orientarsi verso un'opzione che sostanzialmente svuota di ogni significato il dettato del legislatore.In questo senso, il richiamo alla perdurante vigenza del disposto del comma 14ter del medesimo art 17 L. 104/94 pure a seguito dell'entrata in vigore del comma 12ter, in quanto risulta funzionale all'interpretatio abrogans del comma 12ter, non è condivisibile.
II disposto del comma 14ter è infatti, superato dalla previsione contenuta nel comma 12ter, essendo quest'ultima intervenuta in un momento successivo, e con Ia dichiarata finalità di introdurre una disciplina transitoria dei corrispettivi per i lavori pubblici (avremmo, diversamente, due regimi transitori per regolare la stessa fattispecie).
Fatta eccezione per il periodo non coperto della reviviscenza del contenuto del D.M. 4 aprile 2001, per il quale si può ipotizzare l'applicazione del criterio "residuale" indicato nel comma 14ter (utilizzo delle tariffe professionali delle categorie coinvolte negli appalti pubblici), dopo l'introduzione del comma 12ter tale applicazione deve essere esclusa
Questa opzione interpretativa sembra essere oltretutto, la più aderente alla ratio legis, sul rilievo che tanto Ia leggequadro 104/94 che Ia legge 166/02 per la parte che qui interessa sono espressione della volontà del legislatore di strutturare il settore dei corrispettivi dei lavori pubblici secondo criteri autonomi, rispetto alle tariffe professionali, come espressamente indicato dal comma 14quater, con riferimento ai minimi inderogabili.
A tale proposito, e conclusivamente, va osservato che la scelta attuata dal legislatore attraverso il richiamoal contenuto del decreto ministeriale
4 aprile 2001, consente l'applicazione dei minimi inderogabili indipendentemente dalle previsioni della tariffa professionale del soggetto che abbia prestato la propria attività nell'ambito dei lavori pubblici, a differenza di quanto avverrebbe se trovassero applicazione le tariffe professionali, che non contengono se non in alcuni casi la previsione di minimi inderogabili.
Competenze professionali A seguito di uno specifico quesito posto dall'Ordine di Vicenza in merito all'ambito di competenza del geometri per le opere di urbanizzazione di un Piano Particolareggiato, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori risponde con la seguente nota.
L'art. 57 della legge 2 marzo 1949, n. 144, non determina l'ambito delle competenze professionali di un geometra, bensì il compenso afferente a una prestazione e, infatti, il punto b) dell'art.16 del R.D. n. 274/1929 così recita ai fini delle competenze dei geometri: "operazioni di tracciamento di strade poderali e consorziali ed inoltre, quando abbiano tenue importanza, di strade ordinarie", mentre non cita Ia progettazione o direzione lavori.
La progettazione, direzione, sorveglianza e liquidazione di costruzioni rurali e di edifici per uso di industrie agricole, si evince dal punto 1)
dell'articolo citato, allorquando parla di "...piccole opere inerenti alle aziende agrarie, come strade vicinali senza rilevanti opere d'arte...".
La richiesta di parere sulle competenze professionali del geometra riguarda il caso di direzione lavori delle opere di urbanizzazione di un Piano Particolareggiato che interessa una superficie di mq. 44.000 circa, per la realizzazione di 45.500 mc. di edilizia principalmente residenziale.
Tali opere di urbanizzazione consistono nella realizzazione di un tratto di strada, di parcheggi e di una piazza, oltre alla realizzazione dei sottoservizi a rete, quali: acquedotto, fognatura, rete telefonica e di adduzione del metano.
La direzione di tali opere, di non modesta entità, presuppone delle cognizioni tecnico scientifiche non riconosciute dalla normativa vigente alla figura del geometra.
Diversamente, la progettazione e direzione delle opere in esame rientrano nella competenza dell'architetto in quanto inserite nell'ambito di perimetrazione urbana, connesse e accessorie al complesso edilizio.

PREMESSA
Premesso che la vigente tariffa professionale (Legge 143/49) all'art. 5, comma 1, lettera c) inserisce tra gli onorari da stabilirsi a discrezione le prestazioni di "studi di piani regolatori di viabilità ed edilizia urbana e dei problemi della circolazione del traffico", si ritiene che la redazione dei piani generali del traffico urbano (P.G.T.U - P.U.T.) sia pertanto una prestazione il cui onorario va determinato a discrezione.
Premesso altresì che tale prestazione professionale possa essere equiparata a Piani di Settore di valenza urbanistica (di cui all'art. 6 Circ. Min. LL.PP. n° 6679 del 1.12.69), si ritiene che i criteri per il calcolo dell'onorario vengano stabiliti in analogia alla tariffa urbanistica, facendo riferimento ad una direttiva per i piani urbani del traffico elaborata dalla Commissione Nazionale Tariffe ed approvata dal CNI. La proposta presentata è da considerarsi sperimentale e suscettibile di modifiche e rielaborazioni, dopo un periodo di pratica applicazione, nell'attesa che la revisione generale della Tariffa Professionale porti la necessaria chiarezza interpretativa ed applicativa per la definizione del valore più congruo nella redazione dei PUT, così come definiti nei loro elaborati e contenuti previsti dalle Direttive per la redazione, adozione ed attuazione, emanati dal Ministro dei Lavori Pubblici.
Al fine di determinare la corretta tariffa e un congruo onorario vengono elencate le proposte di procedura operative per la formazione e redazione dei Piani Urbani del Traffico e l'elenco sommario delle prestazioni normalmente necessarie, suddivise in fasi operative, per adempiere in modo corretto all'incarico.
Ogni caso, naturalmente, andrà preventivamente valutato e convenzionato.

A) PROPOSTA DI PROCEDURA OPERATIVA DI FORMAZIONE DEL PIANO URBANO DEL TRAFFICO (PUT)
La procedura operativa di formazione del PUT è costituita dalle seguenti fasi.
1. Formulazione degli obbiettivi ed individuazione delle variabili strategiche.
2. Analisi dei dati esistenti e realizzazione delle indagini di traffico ed ambientali.
3. Sistematizzazione dei fenomeni e definizione degli scenari di intervento.
4. Definizione delle ipotesi di piano.
5. Valutazione e scelta dello scenario ottimale, in base a parametri di ordine tecnico, economico ed ambientale.

1. Formulazione degli obbiettivi ed individuazione delle variabili strategiche
Gli obbiettivi che i PUT si prefiggono sono:
- Migliorare le condizioni della circolazione per le diverse componenti di traffico e della sicurezza stradale, preservare e mantenere le particolari vocazioni ambientali dell'area in studio, ridurre l'inquinamento acustico ed atmosferico e favorire il recupero dell'ambiente e degli spazi urbani.
- Contenere i costi pubblici e privati, il consumo energetico e più in generale il dispendio delle risorse.

2. Analisi dei dati esistenti e realizzazione delle indagini di traffico ed ambientali
La progettazione degli schemi migliorativi della circolazione si fonda su una idonea conoscenza della azione attuale delle condizioni di deflusso sulla rete e degli effetti indotti nell'ambiente (alto ed area vasta interessati). Occorre analizzare:
- La domanda di mobilità mezzo individuale e collettivo (compreso la sosta) e il suo andamento nel corso del periodo preso in esame (giorno festivo, feriale, estate/inverno).
- Le capacità delle attuali infrastrutture di trasporto.
- I volumi di traffico lungo le arterie e negli incroci.
- Le condizioni di inquinamento acustico ed atmosferico.
- Le statistiche di incidentalità.
- La valutazione del consumo energetico sulla base delle condizioni di traffico.

3. Sistematizzazione dei fenomeni e definizione degli scenari d'intervento
Analizzato lo stato del sistema di traffico di cui innanzi potranno identificarsi, anche sulla base del grafico rappresentativo della rete, sistemi migliorativi della circolazione applicando i seguenti principi:
- Separazione delle componenti di traffico (percorsi pedonali, percorsi veicolari, sosta veicolare).
- Classificazione funzionale della rete stradale in base alle caratteristiche di itinerario (traffico di attraversamento, penetrazione/uscita, locale), e norme CNR (strade primarie, di scorrimento, di quartiere, locali).
- Adeguamento dell'organizzazione semaforica e dell'arredo stradale alla domanda dei flussi di manovra, rendendo congruenti le capacità degli incroci.
- Realizzazione di un piano della sosta finalizzato all'adeguamento dell'offerta di sosta alla domanda.

4. Definizione delle ipotesi di piano
Dall'applicazione dei principi esposti si perviene alla definizione di un numero limitato di scenari ipotizzabili. L'insieme delle alternative di intervento costituirà oggetto di valutazione di scelta interna (Amministrazione), o allargata (rappresentanze cittadine), sulla base dei pesi da attribuire ai vari scenari in relazione a ciascuno degli obbiettivi che la collettività si pone, privilegiando la eventuale flessibilità delle soluzioni dei sistemi proposti.

5. Valutazione della scelta
La valutazione viene eseguita con riferimento alle priorità indicate dall'Amministrazione. Lo schema prescelto rappresenterà la base di partenza sulla quale dettagliare i vari interventi esecutivi dei PUT.

B) PROPOSTA DI REDAZIONE DEL PIANO URBANO DEL TRAFFICO
Modalità di progettazione di un PUT.

a) Fasi della progettazione di un PUT
Si identificano le seguenti fasi:
1. Definizione degli obbiettivi e delle variabili che ne misurano il raggiungimento.
2. Analisi dello stato attuale e individuazione della criticità.
3. Formulazione di schemi di intervento.
4. Valutazione degli effetti sugli utenti indotti, in particolare sui livelli di inquinamento acustico ed atmosferico.
5. Valutazione dei costi, dei ricavi e della fattibilità finanziaria.
6. Verifica della coerenza degli interventi con la strumentazione urbanistica vigente.
7. Scelta degli interventi ed individuazione delle priorità.

b) Livelli di dettaglio
Per la redazione e realizzazione di un PUT si identificano i seguenti livelli di dettaglio:
b.1) Progetto di sistema, in cui si definisce la struttura complessiva del sistema della mobilità con un livello di dettaglio tale da consentire la valutazione dei costi e degli effetti. Nel caso più generale esso comprende:
1. Schema della rete della viabilità del sistema di trasporto individuale (automobili e veicoli merci) e collettivo (STC).
2. Politica di parcheggio e del livello di protezione dei STC nelle diverse tipologie di zone (centro storico, aree residenziali, aree urbane diffuse).
3. Sistemi tecnologici di controllo e regolazione per l'informazione dell'utenza, per la viabilità privata ed il STC.
4. Politiche di controllo e di tariffazione della domanda di mobilità.
5. Assetti organizzativi e gestionali.
b.2) Progetti esecutivi d'intervento relativi alla definizione di dettaglio degli elementi attuativi del PUT, differenziati per tipologia di area e relativi a:
1. Circolazione veicolare e relativa segnaletica.
2. Sistema di controllo e regolazione dell'informazione all'utenza del trasporto individuale e collettivo.
3. Organizzazione, tariffazione, controllo e gestione della sosta.
4. Aree e rete pedonali e ciclabili.
5. Piani di trasporto merci.
6. Piani di controllo delle infrazioni.
7. Piani del traffico nelle fasi di emergenza ambientale.
8. Piani di monitoraggio del traffico e dell'ambiente.
9. Piano gestionale e finanziario.

Il PUT dovrà essere predisposto facendo ricorso ad adeguati sistemi tecnologici, su base informatica, di regolamentazione e controllo del traffico, nonché di verifica del rallentamento della velocità e di dissuasione della sosta, al fine di consentire modifiche ai flussi della circolazione stradale che si rendano necessarie in relazione agli obbiettivi da perseguire.

C) ONORARIO PER LA REDAZIONE DEI PIANI URBANI DEL TRAFFICO
Gli elementi da prendere in considerazione per la determinazione dell'onorario spettante al progettista, attesa la sostanziale natura di "piano di settore" con riferimento alla Circolare del Ministero LL.PP. 1° dicembre 1969 n.6679 (Tariffa Urbanistica), sono la superficie territoriale ed il numero degli abitanti, desunti dai dati ISTAT. Nel caso di Comuni a spiccata vocazione turistica il numero di abitanti da porre a base del calcolo può essere quello dei residenti più una punta massima di affluenza nell'ultimo triennio desunta dai dati dell'Azienda di soggiorno e turismo locale.
La formula proposta è la seguente:

(K x Stot x 200.000 + K' x Nab x K'' x 1000) x (1+ % Sp)
dove
- S tot = superficie totale del Comune espressa in Kmq
- N ab = numero abitanti
- S res = superficie residenziale espressa in Kmq
- le costanti 200.000, 1, e 1000 sono state determinate empiricamente in analogia alla tariffa urbanistica.

K rappresenta il coefficiente correttivo della superficie:
- fino a 50 Kmq = 1,0;
- oltre 200 Kmq = 0,5;
per valori intermedi si procede all'interpolazione lineare.

K' rappresenta il coefficiente correttivo della densità abitativa:
- fino a 500 Ab/Kmq = 1,0;
- oltre 5000 Ab/Kmq = 2,0;
per valori intermedi si procede all'interpolazione lineare.

K'' rappresenta il coefficiente di concentrazione abitativa:
- per Sres/Stot <0,10 = 2,0;
- per Sres/Stot >0,50 = 1,0;
essendo Sres la superficie delle zone A,B,C e delle altre zone residenziali previste dal P.R.G..
per valori intermedi si procede all'interpolazione lineare.

%Sp rappresenta la percentuale delle spese e compensi acessori:
- fino a 40.000.000 di onorario = 0,60;
- oltre 500.000.000 di onorario = 0,15
per valori intermedi si procede all'interpolazione lineare.

Possono individuarsi incrementi dell'onorario base dovuti:
- al particolare carattere storico o turistico della città (fino ad un massimo del 20%);
- alle difficoltà orografiche, altimetriche e idrogeologiche del territorio (fino ad un massimo del 20%);
- alla contiguità territoriale con Comuni capoluogo di provincia (fino ad un massimo del 20%);
I suddetti incrementi sono cumulabili tra loro facendone la somma.
L'aggiornamento dell'onorario è legato alle variazioni dell'indice ISTAT al pari di quanto previsto dalla Tariffa Urbanistica (Circolare Ministero LL.PP. 1° dicembre 1969 n. 6679), assumendo come valore base il dato ISTAT al giugno 2000, pari a 1.301%.
Quando l'incarico del PUT è affidato allo stesso compilatore del PRG, l'onorario previsto viene ridotto del 10%.
Gli onorari a percentuale comprendono tutto quanto è dovuto al professionista per l'esaurimento dell'incarico, restando a carico dello stesso tutte le spese salvo la cartografia di base che dovrà essere fornita dal committente.

D) PARZIALIZZAZIONE PRESTAZIONI
Nella liquidazione inerente i PUT si considera che la prestazione complessiva comprenda le seguenti operazioni parziali, a ciascuna delle quali corrisponde l'aliquota parziale indicata:
a) Analisi delle condizioni attuali del sistema 0,05
b) Analisi economica e finanziaria degli scenari 0,05
c) Piano della mobilità 0,20
d) Piano della segnaletica 0,15
e) Piano della sosta 0,12
f) Piano informativo per i cittadini 0,05
g) Piano dei percorsi pedonali e ciclabili 0,05
h) Piano del trasporto merci 0,05
i) Piano della sicurezza 0,05
j) Piano monitoraggio traffico 0,03
k) Piano della difesa dell'inquinamento 0,08
l) Piano regolazione semaforica 0,03
m) Piano zone traffico limitato 0,03
n) Piano del traffico pubblico 0,03
o) Piano dell'arredo urbano 0,03
Sommano 1,00

Nel caso di incarico parziale possono individuarsi tre fasi, come di seguito distinte:
1° Fase.
a) Analisi delle condizioni attuali del sistema 0,05
b) Analisi economica e finanziaria degli scenari 0,05
Sommano 0,10
2°Fase.
c) Piano della mobilità 0,20
d) Piano della segnaletica 0,15
e) Piano della sosta 0,12
Sommano 0,47
3°Fase.
Le rimanenti parzializzazioni 0,43
Se l'incarico è limitato a una o due delle tre fasi le aliquote vengono incrementate del 100%.

E) CONSIDERAZIONI SUI COEFFICIENTI ADOPERATI
Coefficiente di superficie
All'aumentare della superficie territoriale, a parità di altre condizioni, si diluisce sul territorio medesimo l'effetto del traffico e quindi diminuiscono le difficoltà in esame e di progettazione del PUT. Appare quindi proponibile individuare un coefficiente di abbattimento dell'onorario legato alla superficie (per altro molto limitato rispetto a quello legato al numero di abitanti, soprattutto per città popolose) che vada diminuendo al crescere della superficie medesima.
Coefficiente di densità abitativa
Non appare proponibile un parametro parcellabile semplicemente riferito al rapporto tra numero di abitanti e superficie perché, proprio per essere un rapporto, potrebbe avere lo stesso valore sia per Comuni piccoli che per quelli grandi. E' comunque vero che a parità di abitanti (e delle altre condizioni) se diminuisce la superficie aumenta la difficoltà di circolazione e crescono i problemi del traffico e quindi occorre prevedere un incremento di onorario per le maggiori difficoltà di analisi, di ricerca dati e di progettazione.
Coefficiente di concentrazione abitativa
Se la popolazione del Comune è tutta o prevalentemente concentrata nelle zone residenziali del P.R.G. la estensione del territorio "agricolo" o esterno al nucleo abitato ha scarsa rilevanza ai fini delle difficoltà di progettazione, mentre rileva maggiormente la specifica densità abitativa degli stessi nuclei residenziali. In altri termini, se a parità di numero di abitanti e di superficie territoriale (complessiva) il nucleo urbano si restringe, pur rimanendo invariata la densità abitativa (Nab/Stot), aumenta la concentrazione del nucleo abitato e quindi, ivi, i flussi di traffico. Occorre quindi correggere il compenso legato al numero di abitanti con un parametro che cresca al diminuire del rapporto tra la superficie degli insediamenti e quella totale del Comune (Sres/Stot).

F) ESEMPIO
PARAMETRI
Superficie Comune 47 Stot 1,000
Popolazione 40000 Nab
Superficie residenziale 30 Sres
Densità Abitativa (Nab / Stot) 851 1,078
Concentrazione Abitativa (Sres / Stot) 0,638297872 1

ONORARIO:
Prestazione (1 x 47 x 200.000) + (1,078 x 40.000 x 1 x 1.000) 52.520.000
Spese (52.520.000 x 0.58775) 30.868.630
Totale onorario base 83.388.630
Rivalutazione ISTAT:
Valore base: + 1.301%
Valore aggiornato ISTAT alla data della convenzione di incarico: + 1.330%
ONORARIO AGGIORNATO:
(1330 /1301) x 83.388.630 = 85.247.408

Onorario alle prestazioni del responsabile e del coordinatore in materia di Sicurezza nei cantieri DLGS. 494/96 e s.m. e i.
Il D.M. 4.4.2001 con la tab. B2 fissa l'onorario alle prestazioni in oggetto. Non essendoci in materia di sicurezza nei cantieri sostanziali differenze fra il settore pubblico e quello privato, il Consiglio dell'Ordine ritiene coerente applicare anche per il settore privato il predetto Decreto Ministeriale.

Aggiornamento prestazioni relative a pratiche di frazionamento e accatastamento.

Aggiornamento n. 1
Aggiornamento n. 2
Aggiornamento n. 3